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| Campagna LAV contro le pellicce - Inverno 2011. |
Prova ne sono articoli come quello (chiacchieratissimo e - per fortuna! - avversatissimo) pubblicato sul numero di novembre della rivista "Amica" (di cui si è parlato approfonditamente sui blog (La) Cassandra e Il Dolce Domani, a cui rimando, qui e qui) o, in ambito televisivo, lo spot pubblicitario della linea di abbigliamento per giovanissime "Fix Design", che fa bella mostra di borse, giacche e stivali guarniti di inserti di pelliccia. Alcuni blog di moda definiscono addirittura la pelliccia il nuovo "must have" della stagione invernale 2011-2012: notizia destinata ad allarmare (e non poco!) tutti coloro che ritengono barbaro - oltre che raccapricciante - adornarsi del pelo di animali uccisi solo per rispondere ai dettami del mercato della moda.
Come già rilevato più volte sulle pagine di questo blog, l'industria delle pellicce costituisce un autentico abominio: ogni anno, vengono allevati dall'industria delle pellicce almeno 70 milioni di animali; i restanti 10 milioni sono catturati in natura: vittime innocenti che saranno rinchiuse in squallide, piccole gabbie; esposte al gelo invernale affinché sviluppino una pelliccia più folta; e infine uccise per mezzo di colpi brutali alla nuca o sul muso, iniezioni letali, frantumazione delle ossa cervicali o soffocamento.
Questa è infatti la sorte orribile a cui sono destinati (per il piacere delle signore più frivole) visoni, nutrie, castorini, cincillà, conigli, volpi; ma anche cani e gatti, nel caso di capi d'abbigliamento scadenti, importati dall'Asia e dalla Cina.
Ecco l'orrore indossato dagli amanti delle pellicce e da tutti coloro che non riflettono prima di acquistare un capo d'abbigliamento:
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| Immagine tratta dal blog Anche io aspetto questo giorno. |
| Immagine da Google: spesso gli inserti di pelliccia di giacche e borse sono realizzati con la pelliccia di cane e di gatto. |
Si spera in un buon successo di pubblico e in una partecipazione numerosa, soprattutto da parte delle donne: quale occasione migliore, per gridare forte che essere donne significa ben altro che essere schiave di gioielli e pellicce, come affermato da Rosa Matteucci nel suo (vergognoso) articolo su "Amica"?
Quasi nessuna donna, nemmeno quella più sensibile, per storia personale, educazione familiare o indole, ai fondamenti dell'etica animalista, resiste al piacere di accarezzare e di indossare una pelliccia. [...] Le donne sono per istinto attratte dal lusso e dal piacere del contatto fisico con le pellicce. Forse sarà una sorta di primordiale appagamento, ovvero un risarcimento morale, per la lotta senza quartiere e senza tempo che ogni signora ingaggia, sin dall'adolescenza, con i propri peli superflui, ma quello della pelliccia è un diletto per molte irrinunciabile. [1](Per conoscere le date e le ubicazioni dei tavoli nella provincia di Alessandria, controllate il "boxino" nella colonna laterale di questo blog.)
Note:
[1] Dall'articolo apparso sul numero di novembre 2011 della rivista "Amica".
Articoli correlati:
• Pellicce: un orrore senza fine, pubblicato su Natividad il 21 gennaio 2010.


4 commenti:
Ho notato anche io la ripresa delle vendite :(
Basta guardare le vetrine e ci si accorge con orrore che sono li pelli e peli che io non comprerei mai e poi mai ma che altri ci fanno anche la fila per a caparrarsi un capo.
Questo mi mette tristezza , e non poca....
Purtroppo, cara Luby, occorre essere sempre molto vigili - e pronti a combattere (con le armi a nostra disposizione) contro le aberrazioni del nostro tempo.
Un caro saluto, e grazie di essere passata da queste parti! :)
Bravissima, bell'articolo!
Nei giorni scorsi mi è capitato di fare un giro in centro ed ho potuto tristemente constatare che non c'è una sola vetrina che non abbia esposto qualche capo in pelliccia o guarnito di pelliccia (addirittura guarnizioni su guanti, borse, scarpe, sciarpe).
E siccome penso che non possa esserci stata una richiesta esplicita da parte dei consumatori - comprando solo ciò che è prima pubblicizzato e mostrato nelle vetrine - il gran ritorno di questa barbarie deve essere stata il frutto di qualche accordo preventivo tra allevatori, aziende produttrici di pellicce e i maggiori stilisti e case di moda che dettano i trend della stagione. Altrimenti non si spiega!
Ammetto di aver provato l'impulso quasi irresistibile di sfondare a martellate quelle vetrine, ma mi ha fermata la consapevolezza dell'inutilità del gesto. Quello che è necessario fare è partire dal "basso", dalle parole, scendere in piazza - come fa la Lav con i suoi banchetti - a cercare di sensibilizzare le persone, specialmente le nuove generazioni, anche mostrando immagini e video dal contenuto forte, che poi altro non sono che la nuda e cruda verità.
Personalmente mi rifiuto di comprare anche i capi con pelliccia sintetica perché trovo che veicolino comunque un messaggio errato, ossia quello che ci si debba vestire imitando il pelo degli animali.
E vado fiera dei miei stivaletti in eco-pelle acquistati ieri a soli 22 euro ;-)
Non mi sento né meno curata, né meno attraente di quelle che spendono centinaia (quando non migliaia) di euro per comprare scarpe firmate di pelle.
Ah, hai notato poi? Non è stata rilanciata solo la pelliccia quest'anno, ma anche gli accessori in pelle di coccodrillo, pitone e simili.
A Roma sabato prossimo - sempre contro le pellicce - ci sarà anche un altro banchetto organizzato da alcuni volontari animalisti.
Speriamo che tutti gli allevatori e venditori e produttori di pellicce falliscano.
Speriamo davvero, Biancaneve!
A me, personalmente, ha sempre fatto senso toccare il pelo o la pelle di animali morti...
Se poi pensi che, nel caso di capi d'abbigliamento scadenti, può trattarsi addirittura di cane e di gatto!
E' davvero la fiera degli orrori. Ma noi, come si diceva poco sopra, siamo ossi duri e non demordiamo. Giusto? ;)
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